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SUMMARY:CIMA SASSO BIANCO-Gruppo della Marmolada
DESCRIPTION:ANNULLATA PER MALTEMPO!!!\n \n \nACCESSO STRADALE\nDa Camposampiero ci dirigiamo verso Castelfranco Veneto,Vallà, Caerano di San Marco, Cornuda, Quero, Busche, Santa\nGiustina Bellunese e la “Pasticceria Briciola” dove è prevista la sosta colazione.\nSi parte in direzione Agordo e Cencenighe. Superato Cencenighe all’ incrocio in località Vare, giriamo a sx fino a raggiungere il\npiccolo abitato di Pecol e quindi il parcheggio, punto di partenza della nostra escursione.\nDESCRIZIONE ITINERARIO\nDal parcheggio la carrareccia è molto ampia, scavata tra le rocce di porfido e il bosco del Monte di Sotto. La via non combacia\ncon la traccia riportata dalla cartina Tabacco. Rispetto a quanto riportato nella cartografia, la strada è decisamente più agevole\ne con una pendenza più dolce. Questa nuova via di accesso è stata creata appositamente per accedere velocemente al bosco\ndopo la tempesta Vaia. Ai lati del percorso, infatti, notiamo diversi alberi schiantati accanto a numerosi tronchi adeguatamente\nsegati e pronti al trasporto.\nCominciamo a vedere i primi vecchi fienili, i tabià in legno, e alla quota di 1400 metri circa la strada continua all’interno del\nbosco, ma un segnale con sentiero sulla sinistra ci notifica il cambio di direzione per raggiungere il rifugio. I fienili in legno\ncominciano ad essere più frequenti e anche le tipologie si distinguono tra legno vecchio tarlato e tabià rimessi a nuovo con\ntanto di targhe con il nome.\n\nArriviamo alla teleferica utilizzata dal rifugio per ricevere gli oggetti più pesanti in comodità. Comincia da qui un sentiero\nfinalmente degno del suo nome tra prati verdeggianti sempre accolti dal bosco circostante. Un ponticello in legno ci\npreannuncia una speciale salita che costeggia un rigoglioso ruscello. Balzi rocciosi creano piccole cascate e la traccia si\nsviluppa sul bordo di queste meraviglie. Da prestare attenzione in questa parte di sentiero per la presenza di rocce bagnate che\npotrebbero non garantire un passo sempre sicuro.\nSiamo ora a quota 1700 metri circa, si sale decisamente, in questo tratto particolare che dall’ombra del bosco si apre con i\nprimi panorami aerei sulle cime circostanti. Un prato comodo e rilassante ci introduce ad un pianoro costellato di una miriade di\ncasette in legno. Sullo sfondo torreggia un casone in legno più grande degli altri: siamo arrivati al rifugio Sasso Bianco a\n1840m.\n\nIl rifugio domina questa distesa erbosa, nel girarci per ammirare il panorama alle nostre spalle abbiamo un sussulto:\nl’inconfondibile parete del Civetta è davanti a noi, maestosa, senza interruzioni, sembra di poterla toccare! Ci concediamo una\npiccola pausa. Continuiamo così sull’unico sentiero di giornata, la traccia CAI 623, guadagnando fin da subito del dislivello\ninoltrandoci dapprima in un breve tratto boscoso, per poi uscire su distesa con erba alta (con vista Civetta). In pochi minuti\nraggiungiamo la sella dalla quale continuare verso Ovest salendo il crinale.\nLa dorsale sale costantemente aprendo saltuariamente a panorami incredibili verso il Col di Lana, la Val Badia e le Tofane.\n\nProcediamo in direzione Nord-Ovest verso il Sasso Nero, una vecchia calotta vulcanica. In breve arriviamo proprio vicino\nall’apice della calotta, superiamo un breve tratto franato e aggiriamo la cima del Sasso Nero. È presente anche un cavo\nmetallico che dovrebbe fornire maggiore sicurezza. Con attenzione superiamo agilmente la balza rocciosa e ci ritroviamo in una\nconca verdeggiante con una chiara indicazione “Cima Sasso Bianco”. Poco più avanti troviamo dapprima l’indicazione per\nl’anticima “Cima Plan”, successivamente un grosso masso con vernice rossa e relativa freccia identificano la nostra meta di\ngiornata. Si procede così su dorsale erbosa, molto comoda, dove è visibile un timido sentiero. Si procede con pendenza decisa\nma mai troppo faticosa. In circa 30 minuti siamo in cima del Sasso Bianco a 2407 metri sul livello del mare,\nIl panorama è a 360 gradi, si parte dalla Civetta spostandosi verso Ovest si possono osservare il Mont Alt de Pelsa, dietro il\nMoiazza, si vede perfettamente tutta la Valle Agordina, con le Pale di San Lucano, da dietro spunta l’inconfondibile Agnèr. Si\ncontinua per le Pale di San Martino, la cima della Vezzana, fino al Sass Vernel, la cima Ombreta e la maestosa Marmolada. Si\nconclude l’anello passando il gruppo del Sella con il Piz Boè, il Col di Lana, il Sass de la Crusc e il Piz de Lavarela in Val Badia,\nil Lagazuoi, le Tofane d’Ampezzo, il Becco di Mezzodì, il Sorapiss fino al Pelmo!\n \nCominciamo la discesa per la stessa via\ndell’andata fino a raggiungere il rifugio Sasso Bianco e l’ attacco della teleferica. Da qui in poi prendiamo la comoda stradina\nche ci conduce al piccolo abitato di Piaia. Lo superiamo e in breve ritorniamo al parcheggio delle auto.\nSCARICA LA SCHEDA INFORMATIVA ( https://www.caicamposampiero.it/wp-content/uploads/2025/12/SCHEDA-INFORMATIVA-Sassobianco.pdf )\n \n
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