CIMA SASSO BIANCO-Gruppo della Marmolada
ACCESSO STRADALE
Da Camposampiero ci dirigiamo verso Castelfranco Veneto,Vallà, Caerano di San Marco, Cornuda, Quero, Busche, Santa
Giustina Bellunese e la “Pasticceria Briciola” dove è prevista la sosta colazione.
Si parte in direzione Agordo e Cencenighe. Superato Cencenighe all’ incrocio in località Vare, giriamo a sx fino a raggiungere il
piccolo abitato di Pecol e quindi il parcheggio, punto di partenza della nostra escursione.
DESCRIZIONE ITINERARIO
Dal parcheggio la carrareccia è molto ampia, scavata tra le rocce di porfido e il bosco del Monte di Sotto. La via non combacia
con la traccia riportata dalla cartina Tabacco. Rispetto a quanto riportato nella cartografia, la strada è decisamente più agevole
e con una pendenza più dolce. Questa nuova via di accesso è stata creata appositamente per accedere velocemente al bosco
dopo la tempesta Vaia. Ai lati del percorso, infatti, notiamo diversi alberi schiantati accanto a numerosi tronchi adeguatamente
segati e pronti al trasporto.
Cominciamo a vedere i primi vecchi fienili, i tabià in legno, e alla quota di 1400 metri circa la strada continua all’interno del
bosco, ma un segnale con sentiero sulla sinistra ci notifica il cambio di direzione per raggiungere il rifugio. I fienili in legno
cominciano ad essere più frequenti e anche le tipologie si distinguono tra legno vecchio tarlato e tabià rimessi a nuovo con
tanto di targhe con il nome.

Arriviamo alla teleferica utilizzata dal rifugio per ricevere gli oggetti più pesanti in comodità. Comincia da qui un sentiero
finalmente degno del suo nome tra prati verdeggianti sempre accolti dal bosco circostante. Un ponticello in legno ci
preannuncia una speciale salita che costeggia un rigoglioso ruscello. Balzi rocciosi creano piccole cascate e la traccia si
sviluppa sul bordo di queste meraviglie. Da prestare attenzione in questa parte di sentiero per la presenza di rocce bagnate che
potrebbero non garantire un passo sempre sicuro.
Siamo ora a quota 1700 metri circa, si sale decisamente, in questo tratto particolare che dall’ombra del bosco si apre con i
primi panorami aerei sulle cime circostanti. Un prato comodo e rilassante ci introduce ad un pianoro costellato di una miriade di
casette in legno. Sullo sfondo torreggia un casone in legno più grande degli altri: siamo arrivati al rifugio Sasso Bianco a
1840m.

Il rifugio domina questa distesa erbosa, nel girarci per ammirare il panorama alle nostre spalle abbiamo un sussulto:
l’inconfondibile parete del Civetta è davanti a noi, maestosa, senza interruzioni, sembra di poterla toccare! Ci concediamo una
piccola pausa. Continuiamo così sull’unico sentiero di giornata, la traccia CAI 623, guadagnando fin da subito del dislivello
inoltrandoci dapprima in un breve tratto boscoso, per poi uscire su distesa con erba alta (con vista Civetta). In pochi minuti
raggiungiamo la sella dalla quale continuare verso Ovest salendo il crinale.
La dorsale sale costantemente aprendo saltuariamente a panorami incredibili verso il Col di Lana, la Val Badia e le Tofane.

Procediamo in direzione Nord-Ovest verso il Sasso Nero, una vecchia calotta vulcanica. In breve arriviamo proprio vicino
all’apice della calotta, superiamo un breve tratto franato e aggiriamo la cima del Sasso Nero. È presente anche un cavo
metallico che dovrebbe fornire maggiore sicurezza. Con attenzione superiamo agilmente la balza rocciosa e ci ritroviamo in una
conca verdeggiante con una chiara indicazione “Cima Sasso Bianco”. Poco più avanti troviamo dapprima l’indicazione per
l’anticima “Cima Plan”, successivamente un grosso masso con vernice rossa e relativa freccia identificano la nostra meta di
giornata. Si procede così su dorsale erbosa, molto comoda, dove è visibile un timido sentiero. Si procede con pendenza decisa
ma mai troppo faticosa. In circa 30 minuti siamo in cima del Sasso Bianco a 2407 metri sul livello del mare,
Il panorama è a 360 gradi, si parte dalla Civetta spostandosi verso Ovest si possono osservare il Mont Alt de Pelsa, dietro il
Moiazza, si vede perfettamente tutta la Valle Agordina, con le Pale di San Lucano, da dietro spunta l’inconfondibile Agnèr. Si
continua per le Pale di San Martino, la cima della Vezzana, fino al Sass Vernel, la cima Ombreta e la maestosa Marmolada. Si
conclude l’anello passando il gruppo del Sella con il Piz Boè, il Col di Lana, il Sass de la Crusc e il Piz de Lavarela in Val Badia,
il Lagazuoi, le Tofane d’Ampezzo, il Becco di Mezzodì, il Sorapiss fino al Pelmo!

Cominciamo la discesa per la stessa via
dell’andata fino a raggiungere il rifugio Sasso Bianco e l’ attacco della teleferica. Da qui in poi prendiamo la comoda stradina
che ci conduce al piccolo abitato di Piaia. Lo superiamo e in breve ritorniamo al parcheggio delle auto.
- Difficoltà: EE = Escursionisti Esperti
- Dislivello: 1300 m
- Tempi di percorrenza: 8 ore
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Cartografia:
Tabacco 015
- Pranzo - Cena: Pranzo al sacco
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Trasporto:
Mezzi propri
- Abbigliamento: Adeguato alla stagione
- Attrezzatura: 1 Cambio, 1,5L d'acqua, Anti pioggia/vento o kway, Bastoncini, Cappellino, Crema Solare, Occhiali da Sole, Scarponi
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Iscrizioni:
entro il mercoledì precedente in sede CAI





