FERRATA FORCELLA SASSOLUNGO E FERRATA SCHUSTER-Sassolungo Sassopiatto
Accesso stradale
Dal parcheggio Cordenons di Camposampiero raggiungeremo l’Hotel Maria Flora al Passo Sella passando per Agordo, Alleghe, Rocca Pietore, Passo Fedaia e Canazei.
E’ prevista una sosta durante il tragitto. Lasceremo le auto nelle vicinanze dell’Hotel Maria Flora.
Itineraio 1° giorno
Punto di partenza Passo Sella (2244 m nei pressi del Hotel Maria Flora). Per strada ci abbassiamo fin nei pressi della Bidovia Forcella Sassolungo e da qui prendiamo il comodo sentiero 525 che ci conduce all’attacco della via ferrata (ca. 2550 m) posto poco sotto al rifugio T. Demetz (1h 30’ dal parcheggio.) Spostandoci dall’itinerario della via ferrata indossiamo l’attrezzatura.
Via ferrata della Forcella del Sassolungo
Si tratta di una ferrata breve (circa 1h 45’ nel nostro caso), continua, esposta, tecnica a sufficienza e panoramica con roccia generalmente ottima e lavorata. Attenzione però che sulle cenge la roccia inizia a risultare lucidata dall’elevata frequentazione (perciò attenzione se la giornata fosse umida!). L’attrezzatura di tipo moderno accompagna la progressione senza togliere il piacere dell’arrampicata.
La ferrata attacca subito con un passaggio impegnativo: una breve paretina verticale con un iniziale passo leggermente strapiombante. Le staffe aiutano, ma è necessario un minimo di decisione per oltrepassarlo.
Superato l’attacco si prosegue su cenge esposte e brevi pareti verticali caratterizzate da roccia appigliata e divertente da arrampicare.
Dopo alcuni salti rocciosi e l’attraversamento di un canalino, si raggiunge un secondo tratto chiave: un bel diedro verticale, ben attrezzato. Seguono cenge e traversi che conducono a un canale dove la ferrata riprende quota con andamento diagonale. Qui si incontra un secondo breve passaggio strapiombante, facilitato dalla presenza di staffe.
Più avanti la via cambia carattere e si sviluppa lungo la cresta con facili saliscendi, alcuni traversi e un breve tratto di disarrampicata verso una forcelletta.
L’ultima parte propone nuovamente alcuni passaggi verticali su placche e diedri, mai estremi ma continui, seguiti da un bel passaggio in camino che riporta sul filo della cresta. Da qui si prosegue lungo facili passaggi di arrampicata, sempre molto panoramici ed esposti fino alla breve discesa attrezzata che conduce al Rifugio T. Demetz (2685 m)
Tolta l’attrezzatura e dopo un po’ di riposo nei pressi del rifugio sempre col sentiero 525 scendiamo il vallone detritico del Sassolungo (Dantersasc) fino a raggiungere il Rifugio Vicenza (2253 m – 1h 15’ dal Rifugio T. Demetz).
Itinerario 2° giorno
La ferrata Oskar Schuster è un itinerario più lungo, meno attrezzato, più alpinistico, con numerosi facili passaggi su roccia: una via ferrata alla “vecchia maniera”. Le attrezzature sono presenti nei passaggi chiave, ma gran parte della progressione avviene su facili rocce da percorrere in libera (generalmente di I grado) seguendo bolli e percorso logico. La difficoltà tecnica rimane contenuta, mentre assumono maggiore importanza l’ambiente, la lunghezza e la capacità di muoversi con sicurezza su terreno dolomitico.
Dal rifugio Vicenza (2253 m) ci inoltriamo per il canalone al cui termine troviamo l’attacco della via ferrata (ca. 2550 m – 1h dal rifugio). Qui ci prepariamo indossando l’attrezzatura. L’itinerario inizia con alcuni brevi tratti attrezzati alternati a facili risalti rocciosi e canalini da arrampicare senza particolari difficoltà. Dopo alcuni salti verticali attrezzati con corde e poche staffe, si prosegue tra rampe, cenge e piccoli valloni detritici in un ambiente sempre più aperto e panoramico.
Il primo tratto caratteristico è una parete verticale di circa trenta metri, ben protetta e ricca di appigli naturali, che costituisce uno dei passaggi più divertenti dell’intero percorso.
Superata una forcella, si affronta invece il tratto più artificiale della via ferrata: una parete verticale povera di appigli superata grazie a una successione di staffe e a una breve scala metallica.
Si prosegue poi per canalini e facili rocce fino alla spettacolare Forcella delle Torri (1h 30’ dall’attacco e 2h 30’ dal Rifugio Vicenza), probabilmente il punto più scenografico dell’itinerario. Da qui una lunga cengia in quota attraversa la parete sud del Sassopiatto offrendo panorami eccezionali.
Nella parte finale la via ferrata lascia spazio a un carattere più escursionistico e alpinistico. Un breve salto attrezzato introduce infatti a un ampio canalone privo di cavi, dove la progressione avviene in libera su terreno non difficile ma spesso detritico (attenzione!). Risalito il canalone e raggiunta la cresta sommitale, si percorrono le ultime facili rocce fino alla vetta di Mezzo del Sassopiatto (2958 m). 3h dall’attacco e 4h dal Rifugio Vicenza.
La vetta offre uno stupendo panorama sul vicino gruppo del Sella e del Catinacio, sull’intero gruppo della Marmolada e sui verdi prati dell’Alpe di Siusi. Dopo la meritata pausa, scendiamo sul versante ovest seguendo il sentiero n. 527. La prima parte della discesa si svolge tra rocce e ghiaie sotto la grande parete occidentale del Sassopiatto, in un ambiente ancora severo e d’alta montagna. Perduta quota, il terreno diventa progressivamente più facile fino a raggiungere il Rifugio Sasso Piatto (2300 m – 1h 30’ dalla cima e 5h 30’ in totale).
Col sentiero 557 (Sentiero Federico Augusto) ci spostiamo agevolmente con qualche saliscendi prima al Rifugio Sandro Pertini (m 2316), poi al Rifugio Federico Augusto (2293 m) e infine (passando per la Forcella Rodella 2313 m) ai rifugi Salei (2222 m) e Carlo Valentini (2218 m) per risalire al Passo Sella (2244 m). 3h 45’ dalla Cima e 7h 45’ in totale.
Schuster fu medico e alpinista esplorativo tra la fine del XIX e i primi anni del XX secolo quando morì in Russia durante la Grande Guerra. La via ferrata ripercorre una salita che lo stesso Schuster intraprese assieme all’alpinista austriaco Hans Lorenz nel 1895. La via alpinistica aperta saliva la parete est del Sassopiatto e successivamente venne attrezzata diventando di fatto una delle prime vie ferrate delle dolomiti, come indicato nel rapporto annuale del 1896 della Sezione Accademica di Vienna del Club Alpinistico Austriaco.
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- Difficoltà EEA = Escursionisti Esperti con Attrezzatura
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Dislivello 1° giorno
+550m -550m (4,5 km)
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Dislivello 2° giorno
+800m -800m (13 km)
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Tempi di percorrenza
1° g 4h 30'
2° g 7h 45' -
Cartografia
Ed. Tabacco n. 005 e 006
- Pranzo - Cena Pranzo al sacco, Cena In rifugio, Pernottamento in rifugio
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Info Rifugio
Rifugio Vicenza
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Trasporto
Mezzi propri
- Abbigliamento Da Alta Montagna
- Attrezzatura 1 Cambio, 1,5L d'acqua, Anti pioggia/vento o kway, Barrette energetiche, Casco, Crema Solare, Giacca in Pile/Felpa, Guanti, Torcia Frontale, Scarpe da Trekking, Imbrago basso, Set da ferrata omologato , Guanti da ferrata
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Note:
Saccolenzuolo per il pernottamento in rifugio
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Iscrizioni
In sede CAI entro mercoledì 26/08/2026







