Data

02/09/2018

Responsabili Pie Paolo Ranzato - Gilberto Turato
Telefono/email 049 9301212
Difficoltà E - EE
Dislivello 830
Tempi 8,00' ore
Abbigliamento Adeguato alla stagione
Iscrizioni In sede CAI, entro il mercoledì precedente l'escursione
Mezzo di Trasporto Mezzi propri
Ritrovo Camposampiero presso parcheggio Cordenons, partenza ore 6.30. È consigliato arrivare 5 minuti prima
Cartografia Tabacco 058
Quota massima 2307
Localita di partenza Ponte Conseria
Quota di partenza 1486

logoescursionismo Dalla Loc. Ponte di Conséria (m 1471), si seguirà  il sentiero SAT 326 con segnaletica Passo Cinque Croci-Forcella Magna-Cima d'Asta che punta diritto al Rifugio Malga Consèria (m 1821). Proseguendo attraverso l'ampio prato della Malga verso Passo Cinque Croci, circa a metà strada si incontra il Monumento ai Caduti di tutte le Guerre, eretto a fianco di un piccolo cimitero  dove sono stati sepolti soldati Italiani e Austroungarici, perlopiù vittime delle valanghe staccatesi copiose dai colli circostanti nella primavera del 1917 (m 1936). Si giunge quindi al Passo Cinque Croci (m 2018). Proseguendo a destra per il "sentiero della memoria" L38 con indicazioni "Museo all'aperto Prima Guerra Mondiale", si sale lungo il dolce costone erboso di Cima Socede raggiungendo così la vetta, senza alcuna difficoltà (m 2173).             Qui si trovano i resti delle prime baracche, trincee ed osservatori della postazione italiana. Sul cocuzzolo più alto si trova un osservatorio panoramico. Da qui è visibile la Catena del Lagorai nella quasi sua interezza, che durante il primo conflitto mondiale divenne caposaldo inespugnabile dell'esercito austroungarico. Su queste vette impervie ed inaccessibili, fin dai primi giorni dell'entrata in guerra dell'Italia, gli austriaci avevano stabilito la loro postazione difensiva principale, abbandonando completamente il fondovalle. Alle spalle, tutto il Gruppo di Cima d'Asta, la dorsale di Cima Lasteati, Monte Cengello, Cresta Ravetta fino a Monte Cima, monti sui quali gli italiani costruirono baracche, caverne, postazioni per artiglieria, trincee e strade di collegamento con il fondo valle; delle vere e proprie cittadelle di soldati dalle quali partirono i maggiori attacchi verso le linee austroungariche, dal maggio del 1915 fino alla disfatta di Caporetto, avvenuta i primi giorni di novembre del 1917. Proseguendo sul sentiero della memoria L38 si scende per qualche decina di metri fino a giungere al nucleo principale della postazione avanzata italiana di Cima Socede. Resti di baracche, trincee e caverne, ripulite dai detriti e consolidate a seguito di un recente intervento di ripristino, rendono perfettamente l'idea di come era organizzata e fortificata la postazione di questo colle. Per ben 13 volte passò di mano per il controllo dell'importante valico del Passo Cinque Croci. Si scende ancora immettendosi poco più a valle sul sentiero SAT 326 con segnavia per Forcella Magna-Cima d'Asta. Dopo 20' di cammino si giunge al primo laghetto dei Lasteati , a Forcella Magna in 45' nel gruppo di Cima d'Asta. Durante la Prima Guerra Mondiale questa forcella era servita da una carrozzabile, che permetteva agli italiani di assestarvi grossi pezzi di artiglieria. Da qui saliremo a destra lungo il sentiero 373 giungendo in pochi minuti alla conca dove è adagiato l'incantevole lago di Forcella Magna. Si prosegue guadagnando quota lungo l'Alta Via del Granito, fino al Bivacco Lasteati (m 2300) e poi  verso sud lungo il sentiero 373, costeggiando il fianco est di Cima Lasteati e Cengello,  arrivando così a Forcella delle Buse Todesche . Si continua il percorso fino al bivio con il sentiero L35. Prendendo quest'ultimo sentiero che piega a destra scenderemo nell'omonima valletta erbosa, si percorreranno quindi i suoi comodi prati passando ai piedi del versante sud del massiccio di Monte Cengello, fino a giungere all'omonimo laghetto nei paraggi del quale, poco più avanti, si trova l'omonimo bivacco (m 1991). Il sentiero, addentrandosi ora nel rado bosco di larici, diventa largo e pianeggiante. Passando per località Buse delle Calgere, si trova la statua del Cristo del Cengello, una scultura lignea ricavata da un tronco di un larice secolare, si raggiungerà quindi il monumento ai Caduti e da qui chiudendo l’anello, al Rifugio Conseria