Data

25/11/2018

Responsabili Giovanni Tonellotto - Marco Filippi
Telefono/email Giovanni 3489753822 Marco 3493844851
Difficoltà E
Dislivello 700 mt
Tempi 6,00'
Abbigliamento Adeguato alla stagione (considerare il fattore umidità a causa del lago)
Iscrizioni In sede CAI, entro il mercoledì precedente l'escursione
Mezzo di Trasporto Mezzi propri
Ritrovo Camposampiero, presso parcheggio Cordenons Partenza ore 7,00 (è consigliato arrivare 10 min prima)
Equipaggiamento Bastoncini
Cartografia Tabacco n. 51 (1:25000) – Massiccio del Grappa, Bassano, Feltre
Quota massima 970 mt
Localita di partenza Rocca di Arsie
Quota di partenza 270 mt
Documenti scaricabili
  1. CORLO-CAI-25-11-2018.pdf

corlo

La giornata inizia con il ritrovo a Camposampiero, presso il parcheggio Cordenons, alle ore 7:00.

Comunicati gli ultimi dettagli dell’escursione e organizzate le macchina, ci mettiamo in viaggio verso la nostra destinazione, Rocca d’Arsiè. 

Il viaggio prevede una sosta per la colazione.

Ci dirigiamo verso la statale SS47 della Valsugana e la percorriamo fino a Cismon del Grappa per poi seguire l’uscita verso la SS50, in direzione Belluno-Feltre-Fiera di Primiero.

Una volta percorsa tutta la galleria sulla SS50, seguiamo la prima uscita per Rocca.

Il nostro viaggio in auto termina presso il parcheggio del cimitero di Rocca (seguire Via Liberazione e svoltare a sinistra dopo il bar “Dell’Anna”).

Descrizione dell'itinerario

Partendo dal cimitero, ci incamminiamo per il sentiero CAI n. 807. Dopo un breve tratto sterrato si oltrepassa il ponte pedonale sospeso sul lago per raggiungere la sponda opposta.

Qui troviamo una mulattiera che si snoda e sale decisa per il bosco che costeggia il lago.

Sempre seguendo il fondo più evidente del sentiero giungiamo alla prima località, Casoni Forcelletta (515 m); in questo luogo possiamo ammirare la bellissima vista del lago.

Proseguiamo per la mulattiera sulla sinistra della case (indicazioni Casere Geremia – Col di Baio).

Da qui in poi il sentiero si fa meno impegnativo, con la possibilità di apprezzare queste zone così isolate e silenziose.

Seguendo sempre il sentiero n. 807, giungiamo a Casoni Tenina (970 m) dove possiamo godere di un’ottima vista. 

Giunti a un capitello, svoltiamo a destra e lasciamo il sentiero n.807 per proseguire lungo una carrareccia verso Casoni Geremia.

Seguendo il sentiero giungiamo al villaggio abbandonato di Fumegai (527 m).

Continuiamo a scende per tutta la Val Carazzagno con il suono del torrente omonimo che ci fa compagnia, fino a lasciarci alle spalle i casolari di Carazzagno e di Boldi.

Arriviamo in breve tempo al ponte della Vittoria, sospeso per un lungo tratto sopra lo specchio d’acqua del lago.

Una volta attraversato il ponte dondolante, ritorniamo alle auto lungo la strada asfaltata.

Cenni storici

  • Lago di Corlo

E’ un bacino artificiale interamente compreso nel comune di Arsié, in provincia di Belluno, realizzato nel 1954 con la costruzione di una diga lungo il torrente Cismon.

Trae il nome dal Corlo, una piccola borgata situata nei pressi dello sbarramento.

L'area occupata oggi dal lago era un tempo nota come piana del Ligont. Si trattava di una zona ricca di acqua e fertile, quasi interamente coltivata a pannocchie e tabacco. Andando verso sud si faceva più brulla e sassosa e vi si estraeva materiale da costruzione. Ai margini sorgevano la frazione Rocca e alcune borgate minori.

Dopo la costruzione della diga, vennero sommersi gli abitati di Giuliat, Carrer, Caballau e Chiesa, mentre Carazzagno, Forcelletti, Zanetti e Corlo, trovandosi sulla riva sinistra del Cismon, rimasero isolati da Rocca. Anche quest'ultima fu in parte colpita e della vecchia parrocchiale si poté preservare solo il campanile. Su circa tremila residenti, duemilacinquecento dovettero emigrare. (fonte: Wikipedia) 

Fumegai: contrada abbandonata

Fumegai è una contrada abbandonata, immersa nel verde del bosco. Qui tutto è stato lasciato come era dai suoi abitanti, che sembra quasi si siano volatilizzati in mezzo al nulla.

Questa contrada fu edificata attorno alla fine del 1800 e racconta una storia molto triste, di un borgo abbandonato due volte.

Il primo abbandono risale ai primi anni del 1900. I giovani che abitavano la contrada, iniziarono a lasciarla per cercare fortuna in altri luoghi, alcuni emigrarono nelle Americhe. A quell’epoca la vita era molto difficile: era fatta di povertà e di miseria. Ed era ancora più difficile tirare avanti in un luogo inaccessibile come questa contrada. Ai Fumegai rimasero solo le persone più anziane, sino a che non rimase più nessuno.

Questo luogo venne poi “riscoperto” negli anni ’60 da una comunità hippie che decise di stabilirsi qui.

Questa comunità rimase qui per diversi anni, sino agli anni ’70 – ’80, quando il borgo venne abbandonato nuovamente. Da allora è rimasto tutto come è stato lasciato e il luogo si è preservato nel corso degli anni, completamente immutato. (fonte: http://scoprireviaggiando.surio.it/) 

Ponte della Vittoria

Il Ponte della Vittoria è uno dei simboli di Rocca. E' conosciuto anche come Ponte delle Corde e viene spesso impropriamente chiamato Ponte delle Catene.

Si chiama "Della Vittoria" perché è stato costruito nel 1928 a ricordo dei tanti sanguinosi fatti bellici che in queste impervie pendici nordoccidentali del Grappa si consumarono durante la Prima Guerra Mondiale.

"Ponte delle Corde" lo si chiama invece perché è sospeso mediante funi d'acciaio saldamente ancorate ai torrioni di testa. Il Ponte delle Catene, invece, era costituito da una passerella sospesa da catene di robusti anelli ovali lunghi circa mezzo metro, ma attualmente ne sono visibili solo i pilastri, quando il lago è molto basso.

La pavimentazione del Ponte della Vittoria è costituita da assi di legno poste trasversalmente e, tra le fessure, s'intravede la sottostante forra lungo il cui fondo un tempo scorreva il torrente Cismon, mentre ora si estende l'ultimo tratto del Lago di Corlo. (fonte: http://arsie.info/it/)